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Visualizzazione dei post da febbraio, 2012

Found a job

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Ho trovato lavoro: aiuto cuoco lavapiatti. Sono molto contento, tutte le volte che entro in cucina mi sento un po' Bruce Lee nel film "Dragon", un lavapiatti con la passione per le arti marziali che pesta i cattivi nel tempo libero. Pero' non e' stato facile. Anzi, e' stato difficile ma non quanto in Italia. Alla fine sono bastati appena due giorni intensi di ricerche, un centinaio di curriculum consegnati, almeno altrettanti "Ci dispiace, non stiamo cercando" e una quantita' indefinita di figure di merda. La prima e' stata in un hotel grande come mezzo block , l'hotel in cui vengono accolti i diplomatici e i Capi di Stato che vengono in visita a Brisbane, esattamente di fronte al Parlamento del Queensland: entro, un po` intimorito dall`ambiente, lascio il curriculum con il solito contorno di balle sulla mia presunta esperienza nel settore alberghiero ed esco. Dopo circa un quarto d'ora, in una strada adiacente entro in un altr...

Intervista

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E’ strano rileggere quello che avevo detto a Patrizio prima di partire (sono sulla rivista di Turisti per caso, andate tutti a comprarla!): fantasie di un viaggio idealizzato a lungo senza una pianificazione pragmatica dei passi da seguire. Sarà stata la precedente esperienza con New York, una città in cui chiunque sa già come orientarsi grazie ai milioni di film, oppure le decine di microviaggi in città straniere in cui c’è tantissimo da fare poco tempo per farlo, ma l’idea che mi ero fatto dello sbarco in Australia era quella di poter prendere in mano gli obiettivi che mi ero prefissato e seguirli uno per uno, come si visitano i musei di una grande città. Sydney - Harbor Birdge Ecco, e-migrare per un anno o forse più, non significa esattamente questo. Intanto il tempo è estremamente dilatato: bisogna entrare nei meccanismi sociali e burocratici, cose che spesso nei microviaggi a malapena si sfiorano, perdere tempo a cercare una sistemazione soddisfacente, cercare...

Brisbane

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Riprendo in mano il blog dopo alcuni giorni. Sono a Brisbane da due settimane ormai e mi dispiace non aver scritto quanto avrei voluto, sono stato occupato con la ricerca del lavoro e un alloggio confortevole: il primo l’ho trovato, il secondo ancora no. Come ogni buon e-migrato che si rispetti, il primo lavoro all’estero non può che essere il lavapiatti in un ristorante italiano nella zona più turistica della città. Lo chef si chiama Tony come quello dei famosi coltelli, è un gioviale australiano che si è soffermato alla voce “fotografo” del mi curriculum e, chissà per quale strana analogia, si è convinto che potessi essere adatto a questo lavoro di cookhand vista la mia precedente esperienza con obiettivi e macchine fotografiche. Il lavoro è piacevole, ben pagato, permette di mangiare un boccone in un costoso ristorante e il clima è molto sereno. C’è da correre, ma questo non mi ha mai spaventato. Nel migliore dei casi permette anche di fare strani incontri tornando a cas...

Lone Pike Koala Sanctuary

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Oggi mi sono vestito da turista. Spogliato delle vesti dell’emigrato modello, ho indossato i panni del turista incallito, con tanto di due macchine fotografiche al seguito e me ne sono andato a vedere le bestie. (Come se quelle che popolano l’ostello non bastassero.) Sono andato fuori Brisby in quello che si chiama Lone Pine Koala Sanctuary , una sorta di parco faunistico arredato con tutte le tipiche speci australiane: dagli scontati koala, ai maestosi canguri passando per wallaby, emù, pipistrelli giganti, lucertole, pappagalli e turisti giapponesi. Sorvolando sulla delirante mattina per arrivare al parco, verso mezziogorno riesco finalmente a raggiungere questa via di mezzo tra uno zoo e una riserva per il ripopolamento. Pago 30$ (!!!) di ingresso e mi ritrovo in un parco che sembra il primo concreto contatto con la natura australiana da quando sono qui. Ora, più che i racconto, penso possano spiegare le foto, quindi lascio il resto del post ad una galleria di quello che ho v...

Totem

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Forse attingere al patrimonio mainstream cinematografico statunitense, anche se si tratta di Nolan, non e' il migliore degli esempi per spiegare un concetto spirituale. Inception è il film in questione e il totem è oggetto dell'analisi. Purtroppo non trovato altre immagini per rendere l'idea. Nel corso del film, durante l'illustrazione del sogno collettivo, Di Caprio suggerisce alla giovane ragazza di Juno di scegliere in oggetto di precise fattezze, peso e equilibrio, che non dovrà condividere con nessun altro. L'interazione con l'oggetto in questione permette di capire se ci si trova all'interno di un sogno o nella realta'. Inconsciamente la stessa cosa ho fatto io. La prima settimana, devo ammetterlo, e' stata molto dura da tutti i punti di vista: emotivo, fisico, interazionale. Questo popolo parla come se avesse una patata in bocca, le citta' sono sterminate e partire all'avventura è antitetico all'idea di trovare le cose già or...

L'aeroporto di Malpensa e il resto del viaggio

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Dopo aver impacchettato il bagaglio nella pellicola verde , cominciano le 4 ore d’attesa per il decollo. Dopo una lunga camminata giungo nei pressi del primo sportello, indicato come quello del volo AirChina CA 0959, mi siedo contro un muretto e dopo dieci minuti buoni davanti all’iPad vengo colto da un leggerissimo sospetto: comincio a guardarmi attorno e a sospettare di essere già a Pechino. L’UNICO e ripeto L’UNICO! non orientale nel raggio di kilometri; davanti a me si stagliano decine e decine di testoline dagli occhi a mandorla con indosso maglie dell’Inter, borse Luis Vuitton o enormi pelliccioni. I bambini corrono come dannati sbraitando in una lingua che ho sentito solo a cena, mentre i genitori solo diligentemente suddivisi su due code speculari in due gate diversi. Ad un certo punto quelli del gruppo alla mia sinistra si muovono nella coda di destra in modo estremamente fluido, una massa di un centinaio di persone, con carrelli, valigie, anziani, si travasa nell’altra...

PARTIAMO!!!

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Non è cominciata esattamente nel migliore dei modi: la mattina della partenza apro la finestra e trovo la città sotto mezzo metro di neve. Dopo una lunghissima sequenza di bestemmie mi rendo conto che il piano per arrivare a Milano in tempo per il decollo, va rivisto. Non è più possibile prendere l'auto, il sito delle Autostrade annuncia che sono già stati fermati i camion sulla Bologna - Milano e tutto lascia presagire che la situazione possa solo peggiorare. Resta solo in treno da prendere, sperando che anche le Ferrovie non siano state colte impreparate dall'ondata di maltempo. Quindi biglietto del treno prenotato, parto con Ari alla volta della stazione; al primo passo fuori di casa ci rendiamo conto di quanto sia grave la situazione (foto 1), le strade sono completamente imbiancate (foto 2) e la possibilità che gli autobus siano sparsi in testacoda in giro per la città, è più che concreta. Invece rimaniamo sorpresi constatando che i mezzi pubblici stanno funzionando qua...