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Visualizzazione dei post da marzo, 2012

Changin’ (Prima parte)

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Cosa accomuna una giovane famiglia dello sperduto quartiere di Acacia Ridge nel profondo sud di Brisbane, una fabbrica che produce sistemi di archiviazione su binari a ridosso di un parco di nome Hyde, che dell’omonimo inglese non ha nemmeno l’erba e una pizzeria con foto di Totti e Valentino Rossi alle pareti e una pizza che dell’omonima italiana non ha veramente nulla? Me! Quante cose sono cambiate in una settimana: intanto ho fatto un doveroso upgrade dell’hardware regalando tanti soldi, veramente tanti che quasi me ne imbarazzo, alla memoria di Steve Jobs in cambio di una tavoletta. Poi ho lasciato l’ostello al proprio destino assieme alla sua ciurma di europei derelitti per trasferirmi, sotto consiglio di un amico, in una tana gentilmente offerta da una giovane famiglia indiana in cambio di appena 100 dollari la settimana. Non c’è molto, solo un materasso matrimoniale macchiato e bucato, una moquette che pare uscita da I Robinson, una scrivania che ai tempi de i Robinson era già d...

Punti fermi

Mentre preparavo le risposte ai vari commenti del post precedente, mi sono reso conto che potevano essere unite creando qualcosa di nuovo. Quindi questa è anche una risposta a tutti quelli che mi hanno scritto. Nella condizione particolare che è il viaggio è necessario imparare a raccogliere tutti i beni che possono servire all’interno di uno zaino. Allo stesso modo è necessario comprimere tutta la componente emotiva-relazionale all’interno di sè. E’ un grande sforzo di selezione, di memoria, a volte doloroso sia per chi lo fa che per gli altri. A volte ci si aiuta con oggetti dal valore simbolico, così come i giovani militari in guerra portavano una fotografia della propria fidanzata, oppure anelli, lettere, sciarpe o qualunque altra cosa rappresenti il mondo distante di cui abbiamo fatto parte. I tempi sono cambiati, attrezzi ultratecnologici hanno sostituito sfuocate fotografie e internet le lettere di parenti e amici lontani; tuttavia non è cambiata la necessità di racchiud...

News

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Con la seconda meta di marzo sono arrivate anche vagonate di novita. Bisognerebbe studiare approfonditamente l'effetto farfalla prima di partire per un lungo viaggio: basta una parola pronunciata al momento giustO per scatenare una successione di eventi capaci di sconvolgere l'intero progetto. Ed eccomi con due diversi lavori che si incastrano quasi perfettamente tra loro, una nuova casa, un nuovo mezzo di trasporto, il tutto nel giro di un giorno. Qualcuno aveva nominato i punti fissi? E' bastata una battuta ad una coinquilina un paio di settimane fa sulla possibilita' di subentrarle sul posto di lavoro ed eccomi in una fabbrica- stamperia a gestire un macchinario degno di GianMaria Volonte', contemporaneamente si e' liberata una camera vicino alla casa di quello che con ogni probabilita' sara' il mio futuro compagno di viaggio, Fabiano. Il quale, proprio oggi mi ha chiamato per dirmi che ha trovato una bici abbandonata, Dear Prudence! Domenica quindi t...

Multitask

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Piano piano questo piccolo blog si sta espandendo Ora esiste una pagina facebook dove mi impegno a postare una foto al giorno della vita Australiana. E-migrate 2.0 facebook Sto anche elaborando una nuova grafica del blog, con nuove features, si accettano consigli. Le cose procedono bene, anche se sembra assolutamente impossibile fare progetti più in là di tre, quattro giorni. Ogni nuova notizia scombussola qualunque piano, costringendo a rivedere l'intero stile di vita. Domani penso che avrò molte novità da raccontare, intanto stay tuned

31!

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Tutti avranno sperimentato l’esperienza d’essere lontani da casa. Dire che le cose quotidiane sono più difficili è una banalità. Si smette di essere vegetariani perchè è molto più complicato reperire tutte quelle cosine che nei mesi si erano scovate per sostituire la carne. L’unica volta che ho comprato dei salutari hamburger vegetariani erano in offerta; ecco, a parte il gusto orrendo, ho passato il resto della serata inginocchiato sul water chiedendomi perchè non abbia scelta le bistecche invece di quella poltiglia maleodorante. Ma ci sono altre cose oltre al cibo che nel mio caso risultano difficili: ieri ho trascorso l’intera dannata giornata a cercare un paio di dannati jeans. Ero partito con due paia ma le lavatrici da ostello, l’uso intensivo, forse la salsedine latente dell’entroterra o magari gli opossum nella notte, li hanno ridotti a brandelli in poco più di un mese. Estremo imbarazzo quando si è squarciato il sottochiappa mentre ero ad una tavolata molto interna...

Questo e' un uomo?

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"Cos'è che fa di un uomo un uomo, signor Lebowski?" "Ah ... Non lo so, signore." "Essere pronti a fare ciò che è più giusto, a qualunque costo: non è questo che fa di un uomo un uomo?" "Sì, quello e un paio di testicoli." (The Big Lebowski, Coen Bros) "42" (The Hitchhikers Guide to the Galaxy, Douglas Adams) Ora che ho la vostra attenzione posso dirlo: questo e' uno di post pallosi e vagamente pesanti, pero' e' tanto che ci sto riflettendo. Cosa fa di un uomo un uomo? Prima di partire non ho avuto occasione di interpellare a dovere i miei amici. So che molti condividono la mia scelta ma quasi nessuno vorrebbe realmente farlo. Escludendo una divertente litigata fomentata dal vino del Boccabuona in compagnia di Leo e la Fra, sinceramente non so cosa realmente pensino le persone con le quali condivido la mia vita italiana. Posso intuirlo dalle esistenze che conducono, dai loro interessi, dalla no...

Ostello

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In molti mi chiedono come riesca a vivere ancora in ostello: condividere una camera con altre cinque persone, rumori a tutte le ore del giorno e della notte, scarso igiene. Perché tutto questo non mi spinge a cercare un alloggio più confortevole e più degno? Mi sono interrogato spesso anch'io sul perché non si ancora alla ricerca di una camera, visto che ormai le prospettive sono di fermarmi a Brisbane almeno un paio di mesi. In fondo, mi sono lamentato fin dal primo minuto dell'ostello sia per i motivi elencati sopra, sia per quella sensazione di pensione riminese per europei annoiati. Dopotutto, la quasi totalità delle persone in ostello vengono da Francia e Germania, mentre il viaggio era stato fatto anche per incontrare real australians. Sicuramente il primo motivo per il quale non mi sono ancora mosso e' la questione economica: vivere in ostello costa come prendere una camera, senza caparre e senza bollette, quindi sicuramente più conveniente. Poi, non ho mai...