Changin’ (Prima parte)
Cosa accomuna una giovane famiglia dello sperduto quartiere di Acacia Ridge nel profondo sud di Brisbane, una fabbrica che produce sistemi di archiviazione su binari a ridosso di un parco di nome Hyde, che dell’omonimo inglese non ha nemmeno l’erba e una pizzeria con foto di Totti e Valentino Rossi alle pareti e una pizza che dell’omonima italiana non ha veramente nulla? Me! Quante cose sono cambiate in una settimana: intanto ho fatto un doveroso upgrade dell’hardware regalando tanti soldi, veramente tanti che quasi me ne imbarazzo, alla memoria di Steve Jobs in cambio di una tavoletta. Poi ho lasciato l’ostello al proprio destino assieme alla sua ciurma di europei derelitti per trasferirmi, sotto consiglio di un amico, in una tana gentilmente offerta da una giovane famiglia indiana in cambio di appena 100 dollari la settimana. Non c’è molto, solo un materasso matrimoniale macchiato e bucato, una moquette che pare uscita da I Robinson, una scrivania che ai tempi de i Robinson era già d...