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Visualizzazione dei post da luglio, 2012

Katherine delle zucche

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Non sono più a sfrecciare nel deserto australiano o arrampicato su di un albero fitto di mandarini. Me ne sto comodamente seduto in una tipica veranda di una tipica casa di campagna australiana, con una tipica birra doppio malto in mano e le tipiche salsicce a sfrigolare sul bbq , mentre all'orizzonte gli ultimi sprazzi di luce arancione segnano la fine di un'altra lunga giornata. Anche oggi e' stata dura. La sabbia rossa, la stessa che si trova nei campi da tennis di mezzo mondo, qui ricopre ogni centimetro di suolo e ultimamente anche me. Sono a chiacchierare amabilmente con Ronald e sua moglie Svetlana. Lui e' il mio nuovo capo. Possiede un piccolo campo di zucche poco fuori la citta' di Katherine, 300km a sud di Darwin, del quale si prende amabilmente cura ogni sacrosanto momento. Ronald è pacato, silenzioso e riflessiv ma non così tanto da mettere a disagio i suoi ospiti o dipendenti. Qualche giorno fa, passeggiando davanti alla vetrina di un'agen...
Ogni tanto, soprattutto mentre passeggio, ripenso a quelle cartine geografiche presenti in ogni fortunata classe di ogni fortunata scuola d'Italia. Quelle con gli Stati divisi per colori, secondo una logica cromatica che ho cercato di interpretare per tutti gli anni della scuola dell'obbligo senza grossi risultati . Nella mia classe ci dovevamo accontentare di una misera e poco aggiornata cartina dell'Europa: c'erano un'unica Jugoslavia, due Germanie e la Cecoslovacchia. Ricordo l'invidi per la sfavillante mappa globale della sezione A; io ero nella B, quasi a sottolineare la differenza di prospettive future tra le due classi. Ricordo l'Australia, di un rosa acceso ma allo stesso tempo eterea, impalpabile, aliena. Tutto quello che sapevo sull'Australia l'avevo imparato sui libri dei perché e dalle rare immagini di surfisti che ogni tanto apparivano su Telemontecarlo. In seconda media arrivo' un compagno di classe pluribocciato, con un'aria...

Bushwalkers (più o meno)

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Anche se siamo solo a giovedì, posso dire che si sia chiusa una settimana incredibile con un altrettanto inatteso colpo di scena. Negli ultimi sei giorni ho percorso quasi 3000km con il van, passando dal verde Queensland all'arido e isolato Northern Territory. Nell'emisfero settentrionale un nome cosi evocativo richiama subito steppe, alci, orsi polari e aurore boreali; da questa parte del mondo il Northern Territory e' un rettangolo tirato con il righello che parte dal profondo deserto dell'Australia Centrale fino alla zona tropicale, separata da Timor est  da un lembo di mare . Zona pericolosa quella tropicale, abitata dalla vera gente dell'outback: dura, sporca di sabbia e abituata a serpenti e coccodrilli.  E' anche lo stato in cui si trova la maggiore densità di aborigeni: ad esempio ai confini di Elliott, un piccolo paesino abitato unicamente dai nativi aborigeni, si trova un posto di blocco permanente di poliziotti che somministrano a chiunque p...

Mount Isa, la Springfield d'Australia

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Quarto giorno di un viaggio iniziato in realta' più di tre settimane fa, alle quali va sottratta la lunga pausa passata a raccogliere mandarini.  Sono a Mount Isa, circa 1000km a ovest di Emerald: una cittadina che assomiglia in modo impressionante la Springfield dei Simpson, soprattutto per l'immensa miniera di rame che occupa metà del suolo cittadino e dà lavoro a tutti gli abitanti. Tutti quanti abbiamo sentito parlare di questa cittadina nel 2008: non per una disgrazia sul lavoro o il ritrovamento di qualche nuova specie animale, bensì per il Sindaco che in quell'anno fece un appello a tutte le donne brutte del mondo, invitandole a venire dove sicuramente avrebbero trovato un uomo disposto ad amarle. Sì, perché la peculiarità di Mount Isa è quella di essere una Amazzonia al contrario, dove i maschi , attirati dal lavoro in miniera,  superano in numero sorprendente le femmine. Le ultime settimane sono state difficili ma tra le più belle trascorse in Australia. I...

Emerald

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E fu cosi' che un lungo viaggio carico di aspettative si areno' al secondo giorno tra le strade di un paese di frontiera e valanghe di mandarini. Appena 500 km nell'entroterra australiano, sotto una fitta pioggia, mi sono fermato in un'area di sosta per gustare un promettente panino. Assieme al mio compagno di viaggio, scambio due chiacchiere con una ragazza francese e improvvisamente mi ritovo tra le mani il numero telefonico di una fattoria qui nei dintorni. Prendiamo contatto e dopo 15 minuti siamo nel garage della responsabile a firmare i contratti per cominciare la mattina successiva con la raccolta del mandarino. "Altro che Italia" mi verrebbe da aggiungere. Fattosta' che nel giro di poco mi ritrovo nuovamente immerso nella vita agreste, questa volta circondato da ragazzi italiani e francesi con i quali condividere piacevoli serate ed non altrettante piacevoli giornate di lavoro nei campi. Fortunatamente anche questa bucolica esperienza sta per volg...